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I profumi caratteristici del mese di Novembre sono ben noti a tutti, fanno parte della nostra cultura culinaria e territoriale.
In me riescono a rievocare momenti del passato, ricordi di bambina che impara ad armeggiare sui fornelli. Il profumo delle caldarroste mi riporta improvvisamente indietro di anni, quando nel tepore di casa di mia nonna, riscaldata dal solo fuoco del camino, le castagne scoppiettavano in padella. Il risotto ai funghi porcini mi fa pensare a mio padre. Lo vedo distintamente mentre mi aiuta a salire sulla sedia per permettermi di arrivare a sentire l’aroma che sprigiona il suo ultimo capolavoro sui fornelli.
L’autunno è indubbiamente la mia stagione preferita, con la sua aria malinconica, di solitudine calda e di colori infuocati.

Sono i colori che amo di più:

L’arancione della zucca e degli agrumi;
Il marrone delle castagne e dei funghi;
Il rosso vivo del melograno e dei frutti di bosco.

Prodotti questi che raccolgono in loro tutti i nutrimenti necessari per proteggerci dalle conseguenze del freddo dell’inverno che arriva.

Analizziamo gli effetti benefici e le virtù di alcuni di questi alimenti preziosi:

 

LA ZUCCA

Cenerentola la usò come carrozza, ma penso concordiate con me nell’affermare che la zucca è preferibile sfruttarla come ingrediente per ricette come il risotto o come crema. Rosolata al forno con timo ed un goccio di olio extravergine d’oliva è ancora più saporita.
Bitorzoluta e dalla dolce polpa arancione, contiene Carotene e Vitamina A. Il primo è un antiossidante e protegge nei confronti di malattie cardiovascolari e del cancro; è altresì precursore della vitamina sopracitata, la quale contrasta la produzione di radicali liberi e gioca un ruolo importante nei processi visivi. La zucca è anche ricca di micronutrienti come ferro, magnesio, potassio e fosforo, quindi aiuta nei momenti di stress (mentale e fisico) ed incrementa le difese immunitarie (aumenta la produzione di immunoglobuline e globuli rossi). I semi non sono tossici, dal momento che sono assenti i principali steroidi amari caratteristici delle Cucurbitacee, e seccati possono essere usati come spuntino, o aggiunti al pane, ai biscotti e alle insalate.
A dispetto del suo sapore dolciastro, l’apporto calorico è modesto: 18kcal/100 gr di parte edibile. E’ nutriente, sedativa, emolliente, rinfrescante, lassativa e diuretica. Per l’elevata digeribilità è raccomandata a coloro che soffrono di disturbi intestinali.


LA MELAGRANA

Il frutto del melograno, o melagrana, è tipico della stagione autunnale e matura a partire dal mese di ottobre. E’ uno dei frutti più ricchi di antiossidanti, infatti la concentrazione, per 100 gr di alimento, di Vitamine A, E e C è notevole. Tale caratteristica lo rende fondamentale, oltre che per proteggersi dai malanni di stagione (per il suo ruolo nell’eliminare i radicali liberi e come coadiuvante del sistema immunitario) anche come antitumorale.
La melagrana contiene sali minerali fondamentali come il manganese, il potassio, lo zinco, il rame e il fosforo. La concentrazione elevata di acqua e il suo contenuto di potassio lo rendono un alimento utile per depurare l’organismo e per stimolare la diuresi.
Studi dimostrano che l’estratto di melagrana, infatti, aiutando la diuresi e rafforzando il sistema immunitario, è estremamente protettivo per i reni e contrasta l’instaurarsi di infezioni del tratto urinario. Inoltre il contenuto di fibre del melograno lo rende efficace nell’abbassare i livelli di colesterolo LDL ematico, derivanti da un’alimentazione scorretta e di pressione sanguigna; tutti fattori che influenzano negativamente l’apparato circolatorio e che mettono a dura prova il cuore. I chicchi della melagrana possono essere spremuti, sotto forma di succo da bere, possono essere usati per condire insalate oppure per creare sughetti per piatti a base di carne. Numerosi trial confermano che il succo di tale frutto è in grado di contrastare gli effetti negativi causati dal morbo di Alzheimer.
Anche chi soffre di artrite può trarre benefici dall’assunzione del succo: i flavonoidi presenti in esso inibiscono i processi degenerativi della cartilagine.
Dal punto di vista nutrizionale, apporta solamente 52-60 Kcal per 100 grammi di prodotto.


CRUCIFERE

Le crucifere sono una categoria di vegetali alla quale appartengono le brassicacee: broccoli, cavoli, verze, cavolfiori, cavolini, e sono proprie della stagione autunnale e invernale. Questi vegetali contengono vitamina C, K, A e sali minerali tra cui il calcio, e molecole con proprietà antitumorali: il sulforafano e l’indolo3 carbinolo.
Inoltre, grazie alla presenza di composti glucosidici contenenti zolfo, i glucosinolati, che una volta degradati rilasciano isotiocianati , acquistano anche proprietà antinfiammatorie e antiproliferative. Un loro consumo abituale, sembrerebbe ridurre l’incidenza di tumori in colon, prostata, polmoni, vescica e mammella.
L’azione antitumorale del SULFRAFANO  si deve alla sua capacità di inibire proteine responsabili della deacetilazione degli istoni del DNA. Migliora anche l’effetto chemioterapico di alcuni farmaci, se usato in associazione all’epigallocatechina gallato, presente nel tea verde. A seguito della masticazione (e quindi della rottura della parete vegetale della crucifera) e a seguito della digestione a livello intestinale da parte della flora batterica, si rilascia la forma attiva del sulforafano.
L’INDOLO 3 CARBINOLO  è un fitoestrogeno: compete con gli estrogeni per il legame con il recettore, fattore estremamente positivo nei casi di tumori estrogeni-dipendenti come quello della mammella e quello della prostata. Inoltre ha funzioni antiossidanti e antiproliferativa.


IL TOPINAMBUR

Il topinambur, o carciofo di Gerusalemme: data la somiglianza di sapore tra i due vegetali, è un tubero tipico del nord America. Non contenendo glucosio, è estremamente consigliato a chi soffre di diabete. Il suo zucchero complesso di riserva non è l’amido (come per le patate) ma l’inulina. Quest’ultima è un fos (fruttooligosaccaride) e un prebiotico, componente alimentare non digeribile che esercita vari effetti positivi per l’organismo:

  • Aumenta la massa fecale ed il numero di evacuazioni;
  • Aumenta l’assorbimento di calcio, ferro e magnesio;
  • Non incrementa la glicemia, per questo risulta molto efficace nell’alimentazione dei diabetici;
  • Ha un effetto positivo sulla concentrazione di colesterolo LDL e trigliceridi nel siero e un effetto protettivo nei confronti del cancro al colon.

Inoltre l’inulina attraversa lo stomaco e il primo tratto dell’intestino indigerita, solamente nell’ultimo tratto dell’intestino sono presenti dei bifidobatteri e dei lattobacilli in grado di rompere i legami fra le sue molecole, tutto ciò ha un effetto molto positivo sulla flora batterica intestinale.
In uno studio risalente al 2014, si evidenziano gli effetti benefici del topinambur nella prevenzione del Diabete di tipo 2 e della Steatosi Epatica non-alcolica. Una supplementazione  del 10% di questo tubero  può  essere utile nel prevenire l’insorgenza di queste malattie. Il topinambur è inoltre è ricco di sali minerali, in particolare potassio, magnesio, fosforo e ferro, come anche di selenio e zinco.
Si consiglia comunque di moderare il quantitativo da assumere nell’arco della giornata in quanto, come per tutti gli alimenti ricchi di fibra, può causare lievi disturbi gastrointestinali come flatulenza, meteorismo.

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