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Zenzero è il nome italiano dello Zingiber officinalis, pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Zinziberacee e originaria dell’Asia orientale, che ha l’aspetto di una canna con grossi rizomi orizzontali tuberosi molto aromatici e dal profumo canforato con sentore di limone e di citronella. L’alimento che viene utilizzato in molte preparazioni culinarie è proprio il rizoma di tale pianta responsabile del gradevole sapore piccante; lo zenzero il più delle volte è sfruttato in cucina come aromatizzante e stimolante della digestione, ma anche in liquoreria come correttivo, per bibite dissetanti, nella produzione della frutta candita, di confetture e nell’industria della birra specialmente nei paesi anglosassoni. Anticamente lo zenzero era oggetto di numerosi commerci e lo si poteva trovare solo essiccato, ma oggi la sua coltivazione si e diffusa in molti paesi caldi come Brasile, Messico, Africa, Indonesia, Perù, Thailandia e dovunque vi siano le condizioni adatte, cioè un clima caldo tropicale.

Lo zenzero ha l’azione di aumentare la salivazione, rendendo i cibi più “palatabili” e più facili da digerire ed è un energico stimolante per la presenza di un olio essenziale di color giallo (composto in prevalenza da zingibirene), prodotto dalla secrezione di particolari ghiandole; il componente principale e rappresentato dal gingerolo.

Il gingerolo è il principio attivo dello zenzero fresco e le sue proprietà sono simili a quelle della capsaicina e della piperina, componenti principali del peperoncino e del pepe nero che ne determinano la piccantezza tipica.

Studi recenti hanno confermato diverse proprietà di questa radice, ad esempio contro la dispepsia, esso infatti e capace di agire efficacemente su tutto l’apparato digerente nei casi di inappetenza o di digestione lenta e laboriosa.

 

QUALI SONO LE PROPRIETà CHE RENDONO QUESTO ALIMENTO COSì BENEFICO?

Azione antiossidante
Molti studi recenti dimostrano che sono proprio i sostituenti della catena alchilica ad attribuire a queste molecola la capacità di “accettore di radicali liberi” (radical scavengers) e a determinare la sua efficacia nel contrastare la perossidazione lipidica. Ma la loro attività antiossidante è dovuta forse soprattutto alla loro altissima affinità verso i substrati.
In uno studio pubblicato su “The journal of Nutrition” si è provato che l’assunzione di estratti di zenzero riducono il colesterolo plasmatico e inibiscono l’ossidazione delle LDL, attenuando cosi lo sviluppo di aterosclerosi.

Azione antinfiammatoria
Un’attività antinfiammatoria ed antipiretica comparabile a quella dell’acido acetilsalicilico (ASPIRINA) è stata notata dai ricercatori, senza però una specifica attività analgesica.
Lo scienziato Srivastava avanza l’ipotesi che sia proprio l’azione su prostaglandine e tromboxano a spiegare l’effetto positivo su pazienti affetti da artrite reumatoide, osteoartrite e mialgia, con riduzione del dolore, miglioramento del range articolare e riduzione del gonfiore.

Azione digestiva
Secondo studi cinesi, il decotto di zenzero fresco produce un’azione stimolante sulle secrezioni gastriche e aumenta la biodisponibilità degli altri farmaci promuovendo l’assorbimento o proteggendoli dal metabolismo epatico.

Azione sul metabolismo
Esperimenti pubblicati su “ The Journal Agricultural Food Chemistry”, mostrano come 5 composti attivi presenti nello zenzero riducono significativamente l’accumulo di sorbitolo in eritrociti umani e di galattitolo.
I risultati suggeriscono che lo zenzero contrasti, in questo modo, lo svilupparsi di patologie connesse all’alimentazione quali il diabete.

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